LO ZAFFERANO

Il nostro Zafferano eccellenza di territori ricchi di cultura, storia e natura.

 

La coltura

La coltura dello zafferano (Crocus sativus L.) nasce nel Mediterraneo orientale. Qui, probabilmente per ibridazione di due specie spontanee, si ottenne una pianta triploide, sterile, che da allora è propagata solo tramite i “bulbi”, tecnicamente rizotuberi.

Sono note diverse leggende sulla sua origine e nell’isola di Creta la sua coltivazione è testimoniata da affreschi datati al II millennio a.C.

Oggi il 94% dello zafferano, corrispondente a 300 tonnellate, si produce in Iran seguito da Grecia e Kashmir (dati 2009). In Italia la produzione ammonta a circa 600 kg ma il consumo è almeno 30 volte maggiore e deve rivolgersi, quindi, a prodotto di importazione.

Sebbene l’Abruzzo e la Sardegna siano le regioni italiane in cui lo zafferano è un prodotto a denominazione di origine protetta (DOP) anche  in altre regioni vi sono testimonianze che lo zafferano fosse coltivato in passato. In molte zone della penisola, in ogni caso, si sta iniziando la coltura negli ultimi anni.

La spezia è presente ancora oggi nella gastronomia delle regioni del Nord e soprattutto in quelle del Sud.

 

In Terra di Lavoro

L’associazione è attiva nella ricerca di riferimenti storici sulla coltivazione e l’uso dello zafferano in Terra di Lavoro. Oltre ad un riferimento risalente al medioevo, un’importante testimonianza che  attesta la coltura in Terra di Lavoro nella prima metà del XIX secolo è un articolo di Giovanni Sideri (“Della coltura, utilità e commercio dello Zafferano e saggio di una sua introduzione nei terreni di questa provincia”. La Campania industriale vol. 4, pag. 74-78. Caserta, 1846).